Blue Valentine

Il vento ulula e spinge le mie finestre dagli infissi da quattro soldi
abbandonate a se stesse.
Il rumore è come la voce graffiante di Waits
e io ricordo tutto.
Ricordo il sapore dei mandarini degli alberi di mio nonno,
ricordo il mio primo gatto, grosso e libero di ingravidare tutte le gatte del vicinato,
ricordo le case di ringhiera o il marciapiedi di boulevard Saint Michel.
In questi momenti quando sei solo con te stesso i ricordi fanno a gara per cacarti il cazzo
e le immagini scorrono veloci come una valanga:
occhi di donne, labbra, baci, fiori viola, o l'odore della lavanda a marzo, 
quando sei seduto col sole che ti tramonta alle spalle e tremi per le incertezze del futuro.
Così come la chitarra in blue valentine, 
che è solo un contorno alla voce, 
che è così sottile e lenta che te ne dimentichi che esiste e ti concentri su altro.
Che la mia vita è stata sempre questa, 
concentrarsi su altro, 
e non sul presente
forse questa è la prima volta che lo sto facendo
e mi piace.